Ecco la mia compagna, affidabile, seria, rilassante, ondeggia. Mi culla. Disegna con una sua logica incomprensibile. Sa dove sta andando, senza acqua, nella nebbia di Magenta.
Questo posto lo odio, mi ricorda i miei figli che se ne vanno a casa loro. E' solo un transito. Una sosta inevitabile verso la libertà. Il locomotore giallo è sempre lì, esposto. Non ha un ora, questo posto. Nebbia o foschia oscurano il sole. Fra Torino e Milano esiste vita inteligente?